L’appendice del caso Bomio si appresta ad approdare in aula. Il 6 giugno, alla pretura di Bellinzona verranno infatti processate le due persone (madre e figlio) che avrebbero ricattato l’allora presidente della Nuoto Bellinzona.
Tra il 2004 e il 2005 Bomio consegnò loro, in cambio del silenzio sugli abusi commessi nei confronti del ragazzo, una somma complessiva di 250'000 franchi. Da qui i decreti d’accusa emessi a inizio anno per il reato di estorsione, con i quali entrambi erano stati condannati a una pena pecuniaria sospesa e al pagamento di una multa.
I due, difesi dagli avvocati Alain Susin e Pietro Simona, si erano però opposti alle decisioni del procuratore pubblico Amos Pagnamenta, contestando gli addebiti. Ora si andrà dunque a processo.
Francesco Lepori






