Il rinvio a giudizio, firmato dal procuratore pubblico Paolo Bordoli, è giunto oggi alle parti. Tentata rapina, ripetuta e aggravata, l’accusa principale a carico delle tre persone finite in manette il 9 gennaio scorso. Ripetuta perché il colpo sventato alla Posta di Melano era già stato pianificato, a due riprese, nei giorni precedenti. Aggravata poiché il terzetto – sostiene Bordoli - agì in banda, e a mano armata.
Il capofila (59 anni, di Chiavenna) e il suo complice (un 36enne bergamasco) sono tuttora in carcere. Dopo le reticenze iniziali i due, arrestati proprio mentre si apprestavano a rapinare la Posta, hanno ammesso le loro responsabilità. Diversa la posizione del terzo imputato (un 46enne domiciliato a Besso), tornato nel frattempo a piede libero. Il presunto basista - a differenza degli altri, incensurato - nega infatti ogni addebito. Lui e il 36enne sono accusati inoltre d’infrazione alla legge federale sulle armi. A loro appartenevano infatti le due pistole sequestrate quel giorno, nel corso dell’operazione Tafino.
Francesco Lepori
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Il servizio di Francesco Lepori
RSI Info 16.09.2013, 20:32







