Ticino e Grigioni

Melano: 70 agenti sul campo

Il capobanda è un soggetto "determinato e violento"

  • 09.01.2013, 20:32
  • 4 maggio, 12:38

Tafino: questo il nome dell’operazione che ha portato all'arresto di tre persone e sventato una rapina questa mattina a Melano.

“È stato un lavoro di intelligence, certosino”, ha dichiarato in conferenza stampa il comandante della polizia cantonale ticinese Matteo Cocchi. “II 59enne a capo della banda bloccata stamani” - ha aggiunto il maggiore Riccardo Ponzone, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo - "è un rapinatore professionista molto pericoloso (in rapine effettuate in Italia ha agito con estrema determinazione e violenza). Lo seguivamo da novembre perché sospettato di alcuni colpi in Lombardia. A inizio gennaio abbiamo poi contattato le autorità svizzere”.

Anche il complice più giovane, un 36enne, è un pregiudicato, già finito nelle carceri rumene. I pedinamenti e le intercettazioni che hanno svelato i piani della banda sono stati complicati, hanno spiegato gli inquirenti. Il 59enne (noto soprattutto per una rapina nel 2007 in provincia di Bergamo ai danni di un ufficio postale) era molto attento a non lasciare tracce, chiamando solo dai telefoni pubblici e usando il treno per spostarsi durante i sopralluoghi.

Probabile obiettivo la Posta

Sul campo alle 7.30 a Melano erano presenti una settantina di agenti, fra cui una ventina di guardie di confine. Sono state sequestrate pistole cariche pronte all'uso e alcuni veicoli. L'obiettivo era molto probabilmente l'ufficio postale. "La convinzione dei malviventi", ha aggiunto Ponzone, "era di agire con più facilità in Svizzera, ma grazie alla collaborazione transfrontaliera ciò non è più il caso al giorno d'oggi".

E le frontiere sono rimaste chiuse per una ventina di minuti stamani. Una misura necessaria per impedire l'eventuale fuga dei malviventi, è stato spiegato.

Sia Cocchi che Ponzone hanno sottolineato questa “ottima” collaborazione e il ruolo determinante del Centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso (CCPD), da dove sono stati diretti gli uomini sul campo. “Quando si collabora a livello internazionale c'è sempre qualche dubbio sull'efficacia”, ha detto Ponzone, “ma in questo caso i dubbi sono svaniti presto”.

di Mattia Coste

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  • Il servizio di Agata Galfetti

    RSI Info 09.01.2013, 19:09

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