Ticino e Grigioni

Melano, la banda aveva più obiettivi

Nel mirino c'era anche un ufficio cambi a Chiasso

  • 10.01.2013, 19:57
  • 4 maggio, 12:38
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  • Ti-Press / Francesca Agos

Sono emersi nuovi dettagli sui malviventi arrestati ieri, due davanti all'ufficio postale a Melano e uno a Besso. Dopo la rapina, i tre si sarebbero dovuti nascondere proprio a Besso, nell’appartamento del basista. Inoltre, nei giorni scorsi la banda aveva effettuato più sopralluoghi - non solo a Melano - addocchiando anche altri bersagli, da svaligiare in alternativa all’ufficio postale, oppure successivamente: il primo a Lugano, il secondo (un ufficio cambi) a Chiasso.

La ricerca dei complici

L’altra, inquietante novità riguarda il numero delle persone coinvolte. Stando ai piani iniziali la banda doveva essere ancora più corposa e organizzata. Sempre di recente il terzetto aveva contattato almeno altri due italiani. Gente del giro, che però alla fine ha preferito tirarsi indietro.

La fuga

Un piano, comunque sia, studiato nei minimi dettagli. A rapina avvenuta il capobanda e il suo braccio armato avrebbero abbandonato l’auto con cui erano arrivati per fuggire da Melano in sella a una moto, lasciata precedentemente nei paraggi (nella vettura, non a caso, sono stati trovati due caschi). In pochi minuti, come detto, avrebbero così potuto raggiungere il covo di via Manzoni. Nell’abitazione del 46enne (incensurato e invalido con tanto di rendita) la polizia ha sequestrato anche una seconda pistola.

La versione dei tre

Da qui le accuse, che vanno dalla tentata rapina aggravata all’infrazione alla legge federale sulle armi. I tre, però, respingono ogni addebito. Il basista ha negato di aver mai avuto a che fare con gli altri due: “Li conosco soltanto di vista – s’è limitato a dichiarare.” E loro non son stati da meno. “A Melano ci siamo incontrati per caso. Stavamo passeggiando” – hanno spiegato, prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, il 59enne di Chiavenna e il suo complice (36 anni, bergamasco, pure lui già noto alla giustizia italiana). Sull’arresto dei tre dovrà esprimersi ora il giudice per i provvedimenti coercitivi.

Francesco Lepori

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  • Gli aggiornamenti nel servizio di Agata Galfetti

    RSI Info 10.01.2013, 18:23

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