L'ex direttore del Lumino's, il postribolo chiuso dal 29 luglio del 2013, dovrà scontare la condanna a 21 mesi (parzialmente sospesa) inflittagli il 26 gennaio scorso dalla Corte di cassazione e revisione penale (CARP).
Lo scrive il Corriere del Ticino, sottolineando che il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato dal 52enne che chiedeva di essere prosciolto dai reati di tentata violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, registrazione clandestina di conversazioni, contravvenzione alla legge contro la disoccupazione e impedimento di atti di autorità.
I giudici di Losanna hanno ritenuto corrette anche le conclusioni dei magistrati ticinesi - scrive il quotidiano - in merito all'episodio che portò agli arresti dell'ex direttore: aver mostrato al compianto consigliere di Stato Michele Barra un video che ritraeva un alto funzionario del suo Dipartimento, al fine di fargli pressione e ottenere la licenza edilizia per "legalizzare" il locale a luci rosse.
Red.MM/M.Ang.








