Dossier

Il processo Lumino's s'allunga

Girardi si difende: "Cercavo giustizia". Per l'accusa ha commesso una decina di reati. Sentenza forse lunedì

  • 27.05.2014, 09:36
  • 4 maggio, 13:22
Il locale a luci rosse di Luigi Girardi

Il locale a luci rosse di Luigi Girardi

  • tipress

“Se mi dicevano chiaramente di no, lì avrei fatto un ristorante. Poi qualcuno mi suggerì di farlo diventare un postribolo e provai a regolarizzarlo”. Così Luigi Girardi, il direttore del Lumino's, a processo da oggi, martedì, davanti alla Corte delle Assise criminali, si è spiegato al giudice Mauro Ermani. È accusato di una lunga lista di reati che va dallo sfruttamento della prostituzione alla tentata coazione. Il processo continuerà mercoledì con requisitoria ed arringa. La sentenza potrebbe slittare a lunedì.

Il 49enne ha sostenuto di aver parlato coi funzionari cantonali dell'idea, incassando, a suo dire, il loro favore. Poi però qualcosa non funzionò: nell'aprile 2013 gli venne intimato di chiudere. "Volevo tutelare il mio investimento", ha detto l'accusato, che denunciò il PG John Noseda, portò le prostitute in piazza e, secondo l'accusa, arrivò a filmare un funzionario del Dipartimento del territorio. Il 5 agosto accompagnato da Silvano Bergozoli, mostrò il video all'allora consigliere di Stato Michele Barra per ricattarlo. La sua ostinazione, ha ricordato il giudice Ermani, lo ha portato a cercare appoggi politici in via Monte Boglia. "Andavo già lì quando c'era ancora Giuliano Bignasca", ha spiegato Girardi.

“Capisco l'arrabbiatura”, ha detto Ermani, "ma lei è andato nell’ufficio di un consigliere di Stato per mostrargli una scena pornografica”. “Sono stato lì per denunciare la scorrettezza del funzionario e farlo licenziare”, ha risposto Girardi, già condannato in Italia per associazione mafiosa. Per l'accusa, l’imputato avrebbe invece agito per ricattare le istituzioni e riaprire il Lumino’s.

Il 49enne è accusato di aver frodato il fisco e di truffa ai danni della cassa disoccupazione, poiché faceva risultare un salario mensile di 16'500 per ottenere l’indennità massima. “Come mai non c'è traccia dei soldi?” ha chiesto il giudice Mauro Ermani. “Pagavo dei mutui in contanti”, ha risposto. L'amministratore della sua società ha contestato in aula quanto detto da Girardi.

Le puntate della vicenda

Nell'aprile 2013, dopo ordini ufficiali di cessare l'attività del meretricio, il postribolo di Lumino viene sigillato. Qualche giorno dopo le lucciole manifestano davanti a palazzo governativo a Bellinzona. Sempre in luglio il direttore viene arrestato per aver reagito ai poliziotti che gli stavano chiudendo il locale. Rilasciato fa visita con il leghista Silvano Begonzoli al ministro Michele Barra. Qualche settimana dopo il consigliere di Stato invia una lettera ai colleghi, prefigurando una soluzione per i locali erotici. L'8 ottobre il 48enne viene arrestato.

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