Non assassinio, ma complicità in omicidio intenzionale. È questo il reato di cui la Corte d’Appello ha ritenuto colpevole Barbara Maiullari, che la sera del 3 ottobre 2013, a Brissago, con l’amico Luca Buzzi uccise il 30enne Marco McNeill.
Maiullari sferrò cinque coltellate alla coscia destra della vittima, permettendo a Buzzi di prendere il sopravvento nella lite scoppiata tra i due uomini. Ma per i giudici di seconda istanza, come detto, non si trattò di assassinio, al contrario di quanto sostenuto dal procuratore pubblico Paolo Bordoli e stabilito, nel giugno scorso, dalla Corte delle Assise criminali. Confermati invece i reati di incendio intenzionale e turbamento della pace dei defunti.
Il verdetto ha del clamoroso, anche pensando al pesante sconto di pena. Dai 12 anni di carcere inflitti in primo grado si è infatti passati a 7. Soddisfatta la difesa della 35enne, affidata all’avvocata Giorgia Maffei. L’accusa, che mercoledì aveva chiesto 15 anni, potrà ora rivolgersi al Tribunale federale.
Francesco Lepori
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CSI 18.00 dell'8 aprile 2016 - Il servizio di Francesco Lepori
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