“Io credo che chi farà il presidente della Lega dei Ticinesi lo dovrà fare se non a tempo pieno, comunque con la testa libera. Adesso sono in Consiglio di Stato e sono in corsa per il Municipio di Lugano. Quindi ora bisognerà vedere cosa potrà succedere. Credo che ci siano delle persone, quattro o cinque, che potrebbero fare il presidente, non mi tiro fuori, potrei anche essere io un domani. Però bisognerà vedere come evolve la situazione tra quattro-cinque settimane”.
In questo modo Marco Borradori si è espresso questa mattina durante la puntata di Modem dedicata al dopo Giuliano Bignasca. Chi farà il presidente del movimento? Cosa succederà all’interno della Lega? Quale il suo futuro? In che modo si ridisegnerà? E quale destino dovrà affrontare il Mattino della Domenica?
Tutte domande che per ora non trovano risposte univoche. Ancora troppo presto per delineare il percorso che la Lega sceglierà nelle prossime settimane e mesi. Quello che è certo, come sottolineato dal consigliere di Stato, è che “la Lega era Giuliano Bignasca e Giuliano era la Lega”. "Bisogna rimanere uniti", ha poi affermato, aggiungendo che : "Il ‘Nano’ ha anche lasciato tantissimi spazi. Oggi ci sono tante persone, tanti giovani che possono lentamente, non dico prenderne il posto, ma tutti assieme riuscire con tante a sfaccettature riproporre un po’ quella che era la personalità complessa di Giuliano Bignasca”.
Da parte sua, il giornalista Marco Bazzi ha dichiarato di non riuscire ad immaginare che Lega sarà, "non sarà più una Lega di Vasco Rossi", mentre Bruno Giussani , coautore del saggio "La Lega dei ticinesi: indagine sul fenomeno che ha sconvolto il Ticino", ha affermato che: “Coloro che pensano che improvvisamente la Lega diventerà un partito minuscolo e marginale si sbagliano di grosso. C’è un potenziale di ridefinizione di molte cose”.
"Non si poteva fare politica in Ticino senza Giuliano Bignasca" - Marco Bazzi
"Il 'Nano' è riuscito a suscitare una speranza, a dar voce a chi voce non aveva" - Marco Borradori
"Tutte le persone che erano radunate ieri in Monte Boglia, erano lì in nome di lui, nel nome del 'Nano" - Marco Borradori
"Giuliano Bignasca non è stato capito oltre Gottardo, ma ha segnato l'immagine del Ticino" - Gerhard Loeb, corrispondente
“Chiaro che ho preparato una successione lenta, ma di sicuro una successione ci sarà. C’è Borradori, ci sono dei giovani che mi potranno di sicuro sostituire alla presidenza del partito”.
Gallery audio - Borradori, "Non mi tiro fuori, si vedrà"
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Il servizio di Alberto Tettamanti
RSI Info 08.03.2013, 19:03
Il servizio di Alberto Tettamanti
RSI Info 08.03.2013, 19:03







