Il presunto omicida di Adeline ha proposto al "Sonntagsblick" - in cambio di denaro - rivelazioni esclusive sull'assassinio a lui imputato. Lo ha reso noto lo stesso domenicale zurighese, che aveva contattato l'uomo nel periodo del suo arresto in Polonia, per chiedergli dettagli sulle sue condizioni di detenzione.
Una prima risposta al giornale sarebbe stata verosimilmente intercettata dalle autorità polacche. Ma una seconda lettera, che riporta la data dello scorso 18 ottobre, è in effetti pervenuta alla redazione ed è stata ora resa pubblica.
Nella medesima, il supposto assassino propone di rivelare, a pagamento, elementi sull'uccisione di Adeline. L'uomo sostiene di aver ricevuto un'offerta di 1'500 franchi da una testata concorrente e chiede quindi al "Sonntagsblick" una cifra di 1'600 franchi, per non trasmettere tali informazioni alla concorrenza.
Il timbro postale - risalente al 24 ottobre - dimostra che la lettera proviene effettivamente dalla Polonia. La redazione del "Sonntagsblick" non sa però fornire una spiegazione circa l'inoltro di questa missiva al giornale quasi due mesi più tardi.
La testata ha tuttavia precisato che lo scritto non ha potuto ancora essere autentificato formalmente. In esso è però menzionato il nome dello psichiatra che assisteva effettivamente l'uomo nel centro di reinserimento sociale "La Pâquerette", la struttura del carcere di Champ-Dollon per cui lavorava la socioterapeuta assassinata lo scorso settembre.
Il quotidiano "Le Temps" ha intanto anticipato che l'uomo - estradato in Svizzera venerdì scorso - sarà posto in detenzione nel canton Vaud. La prigione ginevrina di Champ-Dollon accoglierà invece l'uomo sospettato di essere autore di un altro assassinio assai mediatizzato, quello della 19enne Marie, sequestrata e uccisa lo scorso maggio a Payerne (VD).
Red.MM/RTS/ATS/ARi





