Le autorità carcerarie non vogliono la liberazione condizionale chiesta da Nadezhda Tolokonnikova, la leader delle Pussy Riot condannata a due anni di reclusione per una provocatoria preghiera punk nella cattedrale di Mosca.
I rappresentanti dell'amministrazione penitenziaria hanno ricordato durante l'udienzache la giovane non merita di essere liberata perché non ammette la sua colpevolezza.
Le rimproverano pure di produrre meno della quota prevista, malgrado il duro lavoro; di non partecipare ai concorsi interni di bellezza e canori, di non leggere i libri della biblioteca.








