Il primo ministro russo Dmitri Medvedev è intervenuto oggi per la prima volta in favore della liberazione dei tre membri della band Pussy Riot, condannate a due anni di reclusione per aver intonato una “preghiera anti-Putin” in una cattedrale moscovita.
“Il prolungamento dell’incarcerazione mi sembra improduttivo”, ha dichiarato il premier, ritenendo che il periodo già scontato in cella è “sufficiente”, dicendosi comunque “disgustato dal loro agire e dall’isteria che ne è seguita”.
Il processo in appello delle tre ragazze, Nadejda Tolokonnikova, Ekaterina Samoutsevitch e Maria Aliokhina, imprigionate dal mese di marzo, inizierà il primo ottobre.





