Avevano chiesto di scontare la pena a Mosca, dove ciascuna ha un figlio piccolo, ma nel week-end sono state trasferite segretamente in due differenti e remote colonie penali, in zone altamente simboliche: quelle dei Gulag dove in epoca sovietica venivano rinchiusi i dissidenti. È il destino delle due musiciste della punk band Pussy Riot condannate a due anni per la dissacrante preghiera anti Putin nella cattedrale della capitale.
Le autorità russe non hanno ancora confermato i nuovi luoghi di detenzione, svelati invece dagli avvocati difensori: Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, in Mordovia, 500 km a est di Mosca, e Maria Aliokhina (24) a Perm, sugli Urali, 1100 km a est della capitale. «Sono i campi più crudeli tra tutte le opzioni possibili», ha denunciato la band su Twitter. «Nadia è in viaggio verso la Mordovia. Nel campo dell'inferno», gli ha fatto eco il gruppo artistico Voinà, cui appartiene anche suo marito, Piotr Verzilov. Indignati anche i difensori dei diritti umani.
Presa di mira anche Madonna
Intanto anche Madonna è stata presa di mira dalla giustizia russa: la star Usa è stata infatti convocata per giovedì prossimo da un tribunale di San Pietroburgo dopo essere stata denunciata da un'organizzazione conservatrice per aver difeso durante un concerto gli omosessuali, violando così una legge locale che proibisce la «propaganda gay».










