UNIA esige da ChemChina garanzie in relazione ai posti di lavoro in Svizzera. L'acquirente del gruppo Syngenta deve quindi, secondo il sindacato, rivelare subito le proprie strategie a lungo termine per i siti di produzione nel territorio elvetico.
Il gruppo pubblico cinese ha una cifra d'affari di oltre 70 miliardi di euro
A detta di UNIA non è ancora chiaro se il gruppo cinese non abbia programmi a medio termine tesi a riduzioni del personale. L'impresa basilese impiega attualmente nel mondo più di 28'000 persone e 3'300 in Svizzera. Quasi 500 beneficiano di un contratto collettivo di lavoro.
ChemChina è quindi invitata a fare chiarezza e a presentare i propri piani per gli stabilimenti di Basilea, Stein (AG), Münchwilen (TG), Monthey (VS), Kaisten (BL) e Dielsdorf (ZH).
Governo basilese attendista
Il Governo di Basilea Città commenta l'acquisto di Syngenta, osservando che avrebbe certamente preferito che il gruppo restasse indipendente.
Vista l'impraticabilità di questo scenario - ha dichiarato il ministro cantonale Christoph Brutschin - passano ora in primo piano gli obiettivi della nuova società proprietaria. Per l'Esecutivo, è essenziale la tutela dei posti di lavoro.
ATS/ARi




