L’iniziativa parlamentare “La discriminazione delle mancate abilitazioni è un problema” presentata lo scorso anno dal leghista Michele Guerra è stata accolta martedì dal Gran Consiglio ticinese dopo un acceso dibattito di quasi due ore.
Il testo chiede al Cantone di porre rimedio alla “discriminazione”, nei concorsi per i posti nelle scuole pubbliche, a cui vanno incontro i candidati ticinesi che non hanno la possibilità di abilitarsi all’insegnamento per mancanza di corsi (organizzati dal Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI) in molte materie specifiche. Ne consegue, ha spiegato in aula l’iniziativista, che i candidati italiani (la cui abilitazione è riconosciuta in Ticino) risultano fortemente avvantaggiati, con un “chiaro aumento di insegnanti frontalieri nelle nostre scuole”. “La pressione occupazionale dall’Italia”, secondo il promotore, si fa sentire soprattutto per materie specializzate nelle scuole medie superiori, quali filosofia, storia dell’arte ed educazione visiva.
"Un problema che non esiste"
“Questo fenomeno nelle medie non esiste, e nelle medie superiori negli ultimi anni si è verificato solo un caso del genere, per un impiego a metà tempo oltretutto. Questa è la dimensione del problema”, ha tuonato il consigliere di Stato Manuele Bertoli , visibilmente irritato. Il concorso non si apre se mancano le abilitazioni in determinate materie, ha rassicurato poi il responsabile del DECS.
Rinunciare provvisoriamente a qualunque nomina e assegnare incarichi diretti a tempo parziale senza abilitazione, così come proposto dal rapporto difeso in aula dal relatore Claudio Franscella (applaudito dal plenum), sarebbe un unicum inaccettabile, ha aggiunto Bertoli. “Per anni i mandati sono stati bollati come una vergogna cantonale e ora si viene a chiedere di fare quello che prima si voleva combattere a tutti i costi? Nel vostro rapporto c’è scritto: ‘assumete senza concorso’ e ciò è profondamente sbagliato”, ha sottolineato il consigliere di Stato.
Il rapporto, che invita il Governo a proporre modifiche legislative nel senso dell’iniziativa leghista, è stato infine approvato con 68 sì, 15 no (PS) e due astenuti.
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Due mozioni
Sullo stesso tema delle abilitazioni il Parlamento ha poi accolto a larga maggioranza anche una mozione dei Verdi del 2011 con in sostanza gli stessi obiettivi dell’iniziativa di Guerra e una mozione risalente addirittura al 2001 (presentata da Renato Ricciardi) che chiede di adottare misure adeguate (fra cui la rivalutazione degli stipendi) per rendere più attrattiva la professione di insegnante.
L'abilitazione
Per insegnare nelle scuole medie e medie superiori del canton Ticino è indispensabile il possesso di un'abilitazione nelle specifiche materie di insegnamento. Viene considerato quale certificato d'abilitazione riconosciuto a livello cantonale ogni titolo già riconosciuto dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE, www.cdpe.ch ). Chi è in possesso di un titolo di abilitazione all'insegnamento estero può chiederne il riconoscimento rivolgendosi alla stessa conferenza.
Gallery audio - Scontro in aula sulle abilitazioni
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CSI 18.00 - Il servizio di Sharon Bernardi
RSI Info 18.02.2014, 18:50






