Il Consiglio di Stato ticinese dà avvio a una riforma istituzionale, che prevede una riorganizzazione dei compiti e dei flussi finanziari tra cantone e comuni. I contenuti sono stati presentati oggi, lunedi, dal presidente dell'Esecutivo Manuele Bertoli, dal collega di Governo Norman Gobbi e dal capo degli Enti locali Elio Genazzi.
L'intenzione, è stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa, è quella di ridisegnare le competenze di comuni e cantoni, a partire dal 2020, toccando vari ambiti: dal territorio fino ai compiti istituzionali, dai flussi finanziari alla perequazione, passando dalle aggregazioni. L’attuale sistema è stato giudicato anacronistico da molti addetti ai lavori. La progettazione, che verrà accompagnata dagli enti interessati, dovrebbe iniziare nel 2015.
“È una riforma benvenuta. Si tratterà di lavorare assieme per mettere ordine a questi flussi, assegnando i compiti a chi spetta, garantendo buone prestazioni a costi possibilmente più contenuti”, ha spiegato alle Cronache della Svizzera italiana Riccardo Calastri, presidente dell’Associazione dei comuni ticinese.
Red. MM/CSI








