"Avevo firmato un contratto di tre mesi in prova, che sarebbe diventato a tempo indeterminato a 27,5 franchi all'ora, ma questa cifra non l'ho mai trovata in busta paga", inizia così la testimonianza di un ex operaio di Emme Suisse di Sorengo, il cui titolare è stato arrestato ieri, mercoledì, con l'accusa di aver sfruttato e sottopagato i propri dipendenti.
Insieme a sei suoi colleghi ha deciso, a ottobre, di denunciare la situazione al sindacato dell'Organizzazione cristiano sociale ticinese (OCST) prima e alla procura poi, permettendo appunto il fermo del suo datore di lavoro.
"Tra gli stipendi mensili che avrei dovuto percepire e quelli che ho realmente ricevuto c'è una differenza mensile di 2'000-2'500 franchi. Ho preferito così licenziarmi, piuttosto che andare avanti in quella situazione", ha inoltre dichiarato. L'ex operaio di Emme Suisse, impiegato sul cantiere del PostParc a Berna, in realtà non ha infatti guadagnato i 27,5 franchi all'ora che gli spettavano, bensì 9,7 per un totale di 271 ore, anziché le 94,5 previste dal contratto. In 14 mesi gli sono stati sottratti 61'000 franchi e così anche ad altri dipendenti.
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