Il 20esimo Dies Academicus dell'Università della svizzera italiana svoltosi sabato mattina a Lugano è stato l'ultimo per il suo attuale presidente Pietro Martinoli.
Nel suo discorso, con un occhio rivolto ai dieci anni durante i quali ha retto le sorti dell’ateneo e uno al futuro che si aprirà entro fine 2016 quando entrerà in funzione il nuovo rettore chiamato ad assumere la guida operativa, ha voluto condividere una sua visione di quella che sarà l’USI nata nel 1996.
La sua è una visione che prevede lo sviluppo dell’Università tramite una nuova facoltà: quella di scienze umane. Un sesto petalo da affiancare ai tre originari (Architettura, Scienze della comunicazione, Scienze economiche) cui nel frattempo si sono aggiunti la facoltà di Scienze informatiche e, ultima in ordine di tempo, quella di Scienze biomediche in fase di creazione.
L'ambizione è quella di fare dell'USI una Scuola universitaria federale, sul modello dei due politecnici di Zurigo e di Losanna, ma arricchita da un'importante componente umanistica e culturale.
A chiusura della cerimonia si è tenuta la consegna delle onorificenze con l’attribuzione dei dottorati honoris causa a Sir Richard Blundell e a David Lyon. Inoltre Elisabetta Pavesi e Sergio Mantegazza sono stati nominati membri onorari dell’USI. Infine il titolo per il merito di didattico quale migliore professore è andato a Fabio Pusterla.
Diem/CSI




