È buona cosa che il dibattito sia lanciato, anche se "non so se oggi sia già il momento per fare il salto". Così Manuele Bertoli sull'auspicio espresso da Piero Martinoli - presidente dell'USI - per un futuro riconoscimento federale all'ateneo della Svizzera italiana.
"La riflessione può senz'altro essere tenuta", ha dichiarato il consigliere di Stato alle CSI, evocando però anche inevitabili questioni di governance e riflessioni che competono alla politica.
"Bisognerebbe capire se il Ticino sia eventualmente pronto a non essere più il proprietario della propria università, per lasciarla all'egida federale. Con una prospettiva di sviluppo evidentemente più importante, ma governata non più qui ma da Berna", ha infatti affermato.
"Io credo che la parte rivendicativa, ci stia" ha quindi aggiunto Bertoli, con riferimento alle istanze per un terzo polo universitario del paese. Il ministro sottolinea tuttavia l'elemento della qualità. "Per atto politico non si crea la qualità. Riprendendo una metafora calcistica, dobbiamo cominciare a star bene in serie A e poi, con il tempo, cominciare ad avere le gambe sufficientemente solide per poter dire che è il momento di fare il salto", ha commentato il repsonsabile del DECS.
CSI/ARi
CSI 18.00 del 12.02.16 - Il servizio di Michele Rauch
RSI Info 12.02.2016, 19:21
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