La polizia cantonale ticinese rende noto che lo scorso a sud delle Alpi è stato rilevato un calo dei furti del 19% (5’071) rispetto a un anno prima. In particolare, viene sottolineato in un comunicato, la flessione maggiore è stata rilevata tra quelli commessi con scasso (1'811, -25%) e quelli senza scasso (2’576, -15%).
Il risultato positivo, sostengono le forze dell'ordine, è stato raggiunto grazie ad un “cambiamento nelle varie attività, che ha portato a una pronunciata e costante presenza capillare sul territorio cantonale”. In generale, le regioni predilette dai furfanti restano i grandi agglomerati e le zone vicine al confine.
Le indagini condotte per identificare gli autori dei reati sono state rivolte soprattutto nei confronti di bande composte da cittadini romeni e albanesi, dedite ai furti con scasso e provenienti dalla Lombardia e dalle nazioni dell'Est, sottolinea la polizia secondo la quale: "Le quattro inchieste più complesse hanno portato all’arresto di 21 autori che hanno commesso 129 colpi in abitazioni in Svizzera, per un ammontare complessivo, tra refurtiva e danni, di quasi 700'000 franchi".
L'evoluzione dei reati in Ticino (clicca sull'immagine per ingrandirla)
Alcune curiosità
In manette nel 2015 sono finite pure quattro persone, tre delle quali residenti in Riviera, per furti di metalli tra cui rame, mentre sono state ben sette le inchieste legate a opere d'arte trafugate o di dubbia provenienza. I falsi nipoti, dal canto loro, sono riusciti a mettere a segno due colpi prima di svanire nulla, una trentina, invece, quelli tentati.
bin
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