E’ la donna finita in manette per la rapina di Purasca, compiuta il 28 luglio assieme a un 51enne, la vittima del prete arrestato mercoledì. Nei giorni precedenti l’aggressione i due, armati di pistole softair, avevano anche seminato il panico a Lugano, esplodendo dei colpi contro i clienti di alcuni locali. Proprio da quell’inchiesta, sempre affidata alla procuratrice Chiara Borelli, è emersa la vicenda del sacerdote, ora accusato di una lunga serie di reati sessuali.
I soprusi avrebbero preso avvio agli inizi degli anni 2000, quando la giovane era ancora minorenne e lui, sempre nel Locarnese, svolgeva la sua attività di parroco. Le attenzioni rivolte alla ragazza indussero la Chiesa a spostarlo nel Malcantone. Cosa che non gli avrebbe però impedito di continuare ad abusare di lei, pure trasferitasi nel Luganese, approfittando della sua difficile situazione personale.
Non solo: alcuni anni fa, nel computer dell’uomo gli inquirenti trovarono diverse immagini pedopornografiche. Un ulteriore segnale delle morbose attenzioni del prete, che – stando almeno a quanto accertato finora – non avrebbe rivolto ad altre persone.
Francesco Lepori
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