Gli arresti di Tito Bravo, titolare di diversi locali di Lugano (fra i quali il Nyx), e del suo socio Paolo Guarnieri, che è anche direttore marketing del Casinò, nell’ambito dell’inchiesta sul mondo dei locali notturni continua a scuotere la piazza luganese. Oltre ai due, gli inquirenti hanno fermato e poi rilasciato una 30enne svizzera e sono sulle tracce di una quarta persona. Sono parecchi i reati contestati alle persone finite in manette sia di tipo finanziario sia violento.
Il procuratore generale John Noseda, al microfono della RSI, afferma che si tratta di “irregolarità estremamente gravi che vanno da gestione di società in modo illecito, danneggiando i creditori, provocando situazioni fallimentari, eludendo gli oneri fiscali, non pagando gli oneri assicurativi, sottraendo degli importi dalle casse della società”.
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L'intervista di Gian Paolo Driussi a John Noseda
RSI Info 19.10.2012, 14:35
Movente: il lucro
Non c’è però soltanto l’aspetto finanziario. Questa indagine, come spiegato anche nei comunicati del Ministero pubblico, è legata all’inchiesta sull’accoltellamento di Bissone e all’operazione Dominio. Per Noseda c’è un comune denominatore: il lucro.
“E’ evidente che questa criminalità anche di carattere violento che abbiamo potuto constatare nel caso dell’accoltellamento di Bissone, ma che ruota anche intorno al racket della prostituzione, ha un movente particolare che è il lucro. Lucro e guadagno che avvengono generalmente commettendo reati finanziari”.
Nuova impostazione nelle indagini
Ecco dunque per Noseda la necessità di una nuova organizzazione nelle indagini. “La nuova impostazione è quella di estendere e generalizzare i nostri controlli a tutte le società che sono attive in questi settori per verificare se dal profilo finanziario siano in regola o no. Nell’ambito di questi controlli stanno emergendo una serie di situazioni costitutive di reato".
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