Un buco di circa due milioni e mezzo di franchi. È quello emerso alla Banca Coop di Locarno, che nei giorni scorsi ha portato in carcere l’ex-direttore e un ex-consulente della filiale. Le accuse ipotizzate sono quelle di truffa, amministrazione infedele aggravata e falsità in documenti. Le malversazioni sarebbero state commesse ai danni di una decina di clienti, ticinesi e italiani. È stato proprio uno di loro a segnalare il caso alla magistratura.
La maggior parte delle irregolarità, iniziate a cavallo tra il 2010 e il 2011, riguarda l’ex-consulente, reo-confesso. L’ex-dirigente deve rispondere invece di reati legati a un solo cliente. I due avrebbero cercato di coprire le perdite accumulate in passato, frutto di rischiosi investimenti di borsa. Né l’uno né l’altro avrebbero utilizzato il denaro a scopi personali. Ora toccherà all’inchiesta, coordinata dalla procuratrice pubblica Francesca Lanz, chiarire i contorni della vicenda.
Francesco Lepori
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