Aperto questa mattina (mercoledì) al tribunale d'appello un nuovo capitolo per quello che la cronaca ricorda come il delitto di Brissago. Sia l'accusa che la difesa di uno degli imputati, hanno infatti contestato la sentenza di primo grado. Per il pubblico ministero i 12 anni inflitti a Barbara Maiullari, per correità nell'assassinio di Marco MacNeil a Brissago, il 3 ottobre del 2013, sono troppo pochi e ribadisce la sua richiesta di 15 anni di carcere. Con lei la notte del 3 ottobre anche Luca Buzzi, condannato in primo grado a 15 anni.
La donna, dal canto suo, sostiene la sua estraneità al reato più grave e accetta, attraverso il suo legale, solo l'accusa di lesioni semplici aggravate, la complicita nell'incendio intenzionale e il turbamento della pace dei defunti. La difesa ha quindi chiesto una pena non superiore ai 2 anni e la scarcerazione immediata. La sentenza verrà comunicata alle parti nei prossimi giorni.
La storia, ripercorsa stamani in aula, è nota: i due imputati, dopo aver conosciuto poche ore prima la vittima, si recano a casa di quest'ultima, a Brissago. Prima scoppia un violento litigio, partono calci, pugni e appare anche un coltello. La morte del trentenne, padrone di casa, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avviene per compressione del torace.
Red.MM/M.Ang.



