Il deputato PPD Giorgio Fonio intende chiedere, con un nuovo atto parlamentare, che si concedano sei mesi di tempo alle famiglie allo scopo di adeguarsi alla drastica riduzione degli assegni integrativi e di prima infanzia. Alla base della sua scelta è il fatto che il Gran Consiglio non abbia voluto entrare nel merito della petizione promossa da quei genitori che in un batter d’occhio si sono visti ridurre i sussidi cantonali anche di migliaia di franchi al mese.
Voluta come una misura antiabusi, la decisione parlamentare dello scorso dicembre tesa a introdurre il cosiddetto "reddito ipotetico a tempo pieno" di molte famiglie per valutare la loro condizione economica (e quindi il diritto a tali assegni), si è dimostrata una batosta.
Tanti, con il nuovo "calcolo" di quanto guadagnerebbero se avessero un'attività a tempo pieno e non di quanto in realtà percepiscono, si sono visti considerare da un mese all'altro più ricchi rispetto alla realtà, perdendo in parte o del tutto il diritto. Situazione che la petizione siglata da 300 cittadini-genitori chiedeva di correggere, invano. Ma Fonio, relatore di minoranza, non getta però la spugna.
CSI/AP




