“Talvolta erano solo atti goliardici, degli scherzi. Comunque negli atteggiamenti non c’è mai stato nulla di sessuale”. Flavio Bomio, da lunedì a processo a Lugano per una serie di reati riconducibili alla violazione dell’integrità sessuale dei minori, ha cercato di difendersi così dalle serrate domande del giudice Marco Villa sugli episodi contestatigli.
"Sono vittima della mia natura"
Stando al 71enne, che in mattinata ha ripetuto di non aver fatto pressione sui giovani nuotatori per piegarli alle sue pulsioni, i palpeggiamenti, le carezze nelle zone intime, i rapporti carnali, non avrebbero insomma alcuna connotazione sessuale. Bomio ha riconosciuto i fatti e ha spiegato che non riusciva a frenare il suo istinto (“sono vittima della mia natura”). Tuttavia contesta il significato e la portata dei suoi comportamenti: “Riconosco le accuse, ma non c’era intenzione sessuale in quanto facevo”.
L’ex presidente della Società di nuoto Bellinzona ha spiegato già durante le prime battute dibattimentali che gli episodi (tra il 1998 e il 2011, qualche centinaia in totale) erano “il prolungamento naturale di un rapporto d’amicizia”. L’ex commissario tecnico, in carcere dal 16 dicembre 2011, è pronto a risarcire le vittime. Almeno per i reati per i quali sarà giudicato colpevole. Il dibattimento riprenderà martedì alle 9.30 con l’audizione degli specialisti che hanno redatto le perizie psichiatriche sull’imputato.
Davide Paggi
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Il servizio di Riccardo Franciolli
RSI Info 05.08.2013, 19:56






