In seguito al terremoto di San Gallo, un team d'emergenza formato da specialisti sta continuando a lavorare alla stabilizzazione del foro di trivellazione realizzato per la costruzione di una centrale geotermica.
La cavità, profonda quattro chilometri, non è più sotto la pressione da gas, ma i responsabili del cantiere non escludono a priori che possano verificarsi altre scosse d'assestamento.
Dopo il sisma di magnitudo 3,6 sulla scala Richter verificatosi sabato mattina e provocato dal tentativo di bloccare una fuga di gas, nella regione si sono avuti 25 ulteriori movimenti tellurici, che il Servizio sismologico svizzero (SED) ha definito come "microterremoti".
(Red. MM / txt)







