Come da programma, si è conclusa oggi, giovedì, a Ginevra la marcia di un centinaio di vittime in Svizzera delle “misure coercitive a scopo assistenziale”. L’evento è stato organizzato per sollecitare le autorità affinché venga creato un fondo di 500 milioni di franchi, con il quale risarcire le persone lese.
Riuniti davanti al Palazzo delle Nazioni Unite, i manifestanti hanno consegnato una petizione sottoscritta da 50'000 persone a Jean Ziegler, membro del Comitato consultivo del Consiglio dei diritti umani dell'ONU. “Ci sono circa 20'000 individui tuttora in vita che hanno diritto a un indennizzo”, ha affermato Ziegler, stando al quale: “Ora bisognerà stabilire come ciò potrà avvenire”.
La marcia, partita sette giorni fa da Berna, ha fatto tappa in diverse città e alla partenza erano presenti, tra gli altri, lo scrittore Franz Hohler, l'attore Max Hubacher e il consigliere di Stato Christoph Neuhaus.
Nella Confederazione, fino alla metà degli anni Sessanta, migliaia di persone, soprattutto bambini, pur non avendo commesso alcun reato venivano rinchiuse in istituti, carceri o costrette a lavorare in aziende agricole.
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