L'associazione netzwerk-verdingt, che si occupa prevalentemente di chi, da bambino, fu costretto a lavorare in aziende agricole, lascia il tavolo incaricato di studiare una soluzione per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale, ritenendo che il delegato Luzius Mader non sia la persona adatta a ricoprire la funzione. Dopo un avvio promettente, le discussioni non rispondono più ai bisogni degli interessati, constata l'associazione.
All'incaricato del Consiglio federale si rimprovera, in particolare, di essere una persona burocratica e con una visione ristretta. "Da fine ottobre, si pone più dalla parte dei colpevoli che delle vittime, malgrado affermi il contrario", si legge nel comunicato pubblicato martedì.
Secondo una pratica in vigore fino al 1981, decine di migliaia di persone sono state internate sulla base di decisioni amministrative, molte donne sono state sottoposte alla sterilizzazione o sono state costrette ad abortire e molti bambini sono stati dati in affidamento o collocati in istituti e poi costretti a lavorare senza remunerazione, contro la volontà delle madri.
ATS/dg




