L’inchiesta sulla morte di Adeline Morel, socioterapeuta uccisa il 12 settembre 2013 mentre accompagnava un detenuto in libera uscita, avanza a rilento, tanto che il suo compagno, Juan Poy non ha esitato a parlare di tentativi di insabbiamento alla televisione romanda.
Accuse che sembrano trovare conferma in una lettera del Consiglio di Stato ginevrino, del 18 dicembre 2013, in cui il Governo interviene per limitare le competenze di una delle inchieste in corso sulla morte della giovane.
Il documento specifica che l’inchiesta deve limitarsi solo ad eventuali responsabilità della direttrice della Paquerette, il centro per il recupero dei detenuti dove lavorava Adeline.
RG/sf
RG 12.30 del 15/1/2015 Il servizio di Gabriele Fontana
RSI New Articles 15.01.2015, 13:46
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