L'associazione dei medici assistenti e dei capiclinica denuncia che per la categoria continuano a sussistere condizioni di lavoro illegali. La legge prescrive infatti un massimo di 50 ore alla settimana e non più di sei giorni consecutivi di attività, sette in casi eccezionali, ma, a dieci anni dall'entrata in vigore, per il 70% degli interessati queste condizioni restano una chimera (in media le ore sono 56).
Le costanti violazioni, emerse da un sondaggio, sono pericolose sia per gli affiliati sia per i pazienti, fa notare l'organizzazione mantello che invita l'autorità federale a intervenire, garantendo un buon perfezionamento e una migliore conciliabilità tra vita professionale e familiare.
Una campagna, denominata "ospedali fuorilegge", era già stata avviata nel 2013, evidentemente senza gli effetti auspicati. Ora la categoria chiede nuovamente solidarietà alla popolazione all'insegna del motto "fatti e non parole, prima che ci venga l'esaurimento".
ATS/dg




