L’uomo che sequestrò e uccise la 19enne Marie, nel maggio 2013 nei pressi di Payerne (VD), è uno “psicopatico insensibile a una terapia, a vita”.
Questo, in sintesi, è quanto emerge dalla prima perizia psichiatrica fatta sul pregiudicato 36enne, stando alla quale: “c’è una piena responsabilità penale e un serio rischio di recidiva”.
Il documento, reso noto giovedì, potrebbe indurre la giustizia a decidere per un internamento a vita nei confronti del detenuto, che al momento dell'assassinio si trovava agli arresti domiciliari. Stando al Codice penale, però, prima di adottare un simile provvedimento è necessaria una seconda perizia indipendente.
In questa prima analisi, redatta da uno psichiatra e psicoterapeuta neocastellano, viene evidenziato che “l’omicida della ragazza è affetto da disturbi mentali ed è affetto da una forma particolarmente grave di turbamento della personalità antisociale, ciò che equivale al concetto clinico di psicopatia, ed è pure affetto da disturbi multipli della preferenza sessuale”.
ATS/bin
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PP 12.00 La corrispondenza di Gabriele Fontana
RSI Info 06.02.2014, 15:38
Già condannato per assassinio
Prima dell'uccisione di Marie, l’uomo era stato condannato nel giugno 2000 a 20 anni di carcere per il sequestro, lo stupro e l'assassinio, avvenuto nel gennaio 1998, della sua ex compagna.
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