I bambini che sono stati collocati con la forza in un istituto e le vittime di internamenti a scopo assistenziale hanno diritto a un indennizzo economico e che sia fatta chiarezza sul loro caso.
Questo, in sintesi, è l’obiettivo contenuto “nell’iniziativa per la riparazione”, lanciata ufficialmente oggi, lunedì, e che chiede che venga istituito un fondo di 500 milioni di franchi a favore delle circa 20'000 vittime, “di questo capitolo oscuro della storia svizzera”.
Nella Confederazione, sostengono gli iniziativisti, fino al 1981 decine di migliaia di persone sono state internate sulla base di sola una decisione amministrativa, senza la sentenza di un tribunale. Molte sono state le donne sottoposte a sterilizzazione o costrette all'aborto e i bambini dati in adozione o collocati in orfanotrofi o istituti contro la volontà delle loro madri.
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"Sostegno ora"
Il Consiglio federale ha riconosciuto l’errore si è scusato e mentre il Parlamento ha riabilitato, con una legge, le persone internate sulla base di una decisione amministrativa, ma la stragrande maggioranza delle vittime non ha ricevuto nessun indennizzo economico, è stato sottolineato dai promotori dell’iniziativa. “La maggior parte delle vittime ha già una certa età e non può più aspettare le promesse della politica; ha bisogno adesso del nostro aiuto e del nostro sostegno”, ha sottolineato la consigliera nazionale socialista Jaqueline Fehr.
ATS/bin
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RG 12.30, il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 31.03.2014, 15:51




