L'uomo che ha tenuto in ostaggio per più di 16 ore diciassette persone nel Lindt cafe di Martin Place, a Sydney, è stato ucciso durante un assalto della polizia. Lo comunicano lunedì i media australiani. Almeno due altre persone sono morte, riferisce la polizia, quattro sono rimaste ferite. Prima dell'intervento, alcuni degli ostaggi erano riusciti a uscire.
L'assalto delle squadre speciali
RSI Info 15.12.2014, 19:13
L'uomo era stato precedentemente identificato come Man Haron Monis, 49enne rifugiato iraniano con precedenti penali.
Era stato giudicato colpevole di aver inviato nel 2012 lettere minatorie e offensive alle famiglie di 8 soldati australiani morti in Afghanistan. L’anno scorso era stato invece accusato di essere il mandante dell’omicidio di sua ex moglie, che è stata accoltellata e bruciata in un appartamento della città australiana. Era inoltre sotto indagine per abusi sessuali nei confronti di molte donne che aveva avvicinato spacciandosi per un “guaritore spirituale".
Man Haron Monis, il sequestratore
Gli esperti considerano la presa di ostaggi di lunedì come l'atto di un cosidetto "lupo solitario". Nonostante si dichiarasse un sostenitore dello Stato Islamico, sembra che Monis non fosse in alcun modo affiliato all'organizzazione terroristica.
reuters/ZZ
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