Un solo uomo armato ha fatto irruzione nella cioccolateria Lindt di Sydney prendendo in ostaggio un numero ancora incerto di persone, tra clienti e personale. Il sequestro è iniziato verso le 23 ora svizzera (attorno alle 9 di mattina in Australia). Verso le 06.00 elvetiche sono stati visti uscire dal ritrovo tre ostaggi, poi altri due.
La fuga degli ostaggi
RSI Info 15.12.2014, 12:28
Finora non si hanno notizie di feriti. Secondo una rete locale, il terrorista avrebbe nascosto delle bombe, ma la notizia non ha finora avuto conferma. Il sequestratore ha autorizzato alcuni degli ostaggi a parlare per telefono con alcune emittenti locali per comunicare le sue richieste: una bandiera dell'IS e un colloquio con il primo ministro.
La presa d'ostaggi a Sydney
Il locale pubblico dell'azienda svizzera è situato sulla Martin Place, nel pieno centro della città, nel quartiere finanziario e commerciale. "Cerchiamo di concludere la vicenda in modo incruento", ha dichiarato il capo della polizia dello stato del Nuovo Galles del Sud Andrew Scipione.
La polizia, presente con centinaia di agenti, è riuscita ad ottenere un contatto telefonico con l'individuo entrato in azione per motivi politici. Gli ostaggi, a turno, sono costretti a passare davanti alle finestre del locale con una bandiera nera con scritte in arabo. Il testo dice: «Non c'è altro dio che Allah. Maometto è il messaggero di Allah».
Il primo ministro Abbott ha espresso la sua preoccupazione per gli eventi e ha convocato il comitato di sicurezza nazionale. "Lo scopo della violenza politica è di fare paura alla gente, ma quella australiana è una società pacifica", ha commentato.
ats/afp/mas
La condanna dei musulmani australiani
Il Gran Mufti d'Australia, professor Ibrahim Abu Mohamed, ha dichiarato che la comunità musulmana è devastata» dalla presa degli ostaggi. «Il Gran Mufti e il Consiglio australiano degli Imam condannano inequivocabilmente quest'atto criminale e ribadiscono che tali azioni sono condannate totalmente dall'Islam», ha aggiunto.






