Yassin Salhi, l'uomo che il 26 giugno scorso ha barbaramente ucciso il suo capo nella regione di Lione decapitandolo, cercando pure di far saltare in aria un impianto di gas industriale, avrebbe dei legami con l'IS, l'autoproclamato Stato islamico. Lo ha sostenuto martedì mattina François Molins, capo della procura francese.
Molins ha detto che le indagini, nei giorni precedenti l'arresto di Salhi, hanno fornito le prove dei suoi contatti con un militante islamico in Siria. L'assassino ha infatti inviato - tramite un social network - un autoscatto di lui accanto alla testa mozzata, contornata da due bandiere recanti una scritta religiosa, ad un conoscente partito per la Siria.
L'uomo aveva raccontato nelle ore dopo il gesto che a motivarlo sarebbe stata una lite con la moglie alla vigilia del fatto di sangue, preceduta, il 24 giugno, da un alterco con il padrone il quale lo aveva rimproverato per aver fatto cadere del materiale.
Reuters/sdr






