Yassin Salhi ha confessato: è stato lui a decapitare il suo ex datore di lavoro. Il 35enne era stato fermato venerdì sul luogo dell’assassinio, un sito industriale a Isère, non lontano da Lione.
Dopo aver fatto scena muta per diverse ore, Salhi ha cominciato a parlare sabato sera con gli inquirenti, ai quali avrebbe anche fornito dei dettagli sulle circostanze del suo gesto.
Ricordiamo che dopo il fermo dell'uomo, nel suo telefono sono state ritrovate due foto: una della testa decapitata e un selfie insieme alla stessa. Una di queste era anche stata inviata a un numero canadese, che però non è ancora stato rintracciato.
L’autopsia della vittima di Salhi non ha permesso per ora di stabilire se il 54enne sia stato decapitato post-mortem.
RedMM/afp/mrj
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