In silenzio da venerdì, giorno del suo arresto, Yassin Salhi, sospettato di aver ucciso il suo datore di lavoro e di aver fatto esplodere delle bombole di gas in una fabbrica nei pressi di Lione, ha iniziato a parlare e a fornire la sua versione dei fatti agli inquirenti.
Il giorno dopo l’attentato, le indagini sono proseguite ed alcuni elementi sono emersi. Un’autopsia è stata fatta sull’unica vittima dell’attacco: non è stato per ora appurato se l’uomo sia stato strangolato prima di essere decapitato.
Fonti ufficiose parlano pure di un autoscatto che Salhi avrebbe fatto con la testa dell’uomo e inviato poi a un numero di telefonino canadese.
Intanto per domani, domenica, la comunità musulmana della regione Rhône-Alpes ha organizzato per le 18 un incontro silenzioso davanti alla moschea di Villefontaine per condannare l’attentato.
AFP/AlesS






