La commemorazione della mobilizzazione democratica del settembre 2014 è stata timidamente sottolineata oggi, lunedì da poche centinaia di persone che hanno occupato l’Admiralty, il quartiere degli affari di Hong Kong. Niente a che vedere con le migliaia di manifestanti scesi in piazza lo scorso anno, per chiedere maggiore democrazia in vista delle elezioni del governatore.
I leader della protesta, che si sono rifiutati di commentare la debole partecipazione all’anniversario, non hanno ottenuto granché da Pechino e una certa delusione e impotenza traspaiono dagli organizzatori della "rivoluzione degli ombrelli", che per due mesi aveva bloccato la megalopoli asiatica.
Territorio cinese dalle ampie autonomie, la protesta di Hong Kong chiedeva elezioni a suffragio universale per il governatore. Pechino ha accettato la proposta ma ha imposto che la scelta dei candidati fosse appannaggio di un’apposita commissione a lei favorevole. In giugno i deputati pro democrazia di Hong Kong avevano fatto naufragare il progetto elettorale cosicché il nuovo governatore sarà scelto solo da Pechino.
Red.MM/AFP/Swing


