L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha lanciato il grido d’allarme per la situazione in Sud Sudan, a cinque anni esatti dalla sua indipendenza. "La violenza continua", ha spiegato in una nota la sua portavoce Melissa Fleming, “la fame continua e la popolazione continua a essere costretta ad abbandonare le proprie case”.
L’UNHCR stima che quasi un abitante su quattro risulta sfollato all’interno dei confini del giovane Stato o nei paesi limitrofi, per un totale di 2,6 milioni di persone su 11,3 (dati 2013). Molti sono bambini.
Solo venerdì, in un clima di continua tensione, cinque soldati sono morti in scontri fra sostenitori del presidente Salva Kiir e dell’ex capo dei ribelli Riek Machar, mentre cinque poliziotti sono morti nella capitale Juba. Da dicembre 2013, inizio della guerra civile, si calcola che decine di migliaia di persone sono state uccise in scontri.
AFP/AlesS
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