Dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
La Svizzera ha chiuso il torneo femminile di hockey al quinto posto, vincendo cinque dei sei incontri giocati. Un buon risultato, ottenuto anche grazie alle ottime prestazioni di Florence Schelling ed Alina Müller. Brucia però ancora la sconfitta con le OAR nei playoff…
La migliore: sono in due, Florence Schelling ed Alina Müller. La prima tra i pali si è dimostrata ancora una volta una sicurezza, sfoderando alcuni interventi incredibili e chiudendo con il 94.17% di tiri parati, nonché con il record olimpico di shutout (5 in carriera). Peccato solo che nel playoff contro la Russia sia tornata per un giorno ad essere “umana”. La seconda invece ha messo a referto ben sette reti e tre assist in sei partite ed è al momento miglior marcatrice del torneo. A soli 19 anni, ma già alla sua seconda Olimpiade, la Müller ha provato di avere classe da vendere. Menzione speciale anche per la poschiavina e bianconera Evelina Raselli, la seconda giocatrice più utilizzata da coach Daniela Diaz con 145’37” sul ghiaccio, conditi da due gol e due assist.
La sorpresa: l’hockey femminile in sé, che negli ultimi anni ha davvero fatto passi da gigante. Questo sport è cresciuto sotto tutti i punti di vista: pattinaggio, intensità, tasso tecnico delle giocatrici. Tiri al volo e conclusioni di polso all’incrocio dei pali sono sempre più frequenti e lo spettacolo aumenta. Avanti così!
La delusione: in ottica rossocrociata ne resta sicuramente tanta per le occasioni da rete sprecate nel secondo tempo del playoff contro le OAR. Avanti 2-1 Nicole Bullo e compagne si sono presentate quattro volte da sole davanti al portiere avversario, senza però riuscire a segnare. Il vento poi è cambiato, ed a qualificarsi per le semifinali sono state le russe…
Legato alla diretta di Svizzera - Giappone (20.02.2018)


