dall'inviato a Riga Federico Fiorito
Riga ti accoglie splendida, baciata dal sole e da temperature che ti danno già un assaggio di inizio d'estate (anche se ieri la pioggia ha fatto capolino anche nella capitale lettone). L’intrigo di viuzze e piazzette del centro medievale lascia spazio a quartieri ordinati di inizio ‘900 in stile art nouveau che sono una vera e propria rivelazione. Dall’altra parta la Daugava, con le grandi navi ormeggiate nel porto, ti ricorda che poco più in su c’è il Baltico e una via commerciale che ha fatto diventare grande la città.
Riga non si preoccupa dei tifosi che marciano per le sue strade in direzione della pista, o ingannano il tempo libero mischiandosi ai turisti. È abituata a ben altre invasioni, essendo nata tedesca nel 1201, diventata svedese e rimasta russa fino all’indipendenza del 1991 al crollo del regime sovietico, il cui simulacro resta ancora nei palazzoni della periferia. E se già è rinomata per essere una città cosmopolita, con i Mondiali il melting pot si accentua ancora più ma appare del tutto connaturato alla sua essenza.
Ma Riga tiene molto alla sua libertà, sudata per 790 anni e simboleggiata da un monumento presidiato costantemente da due guardie, cosicché il nostro giro non può che partire da lì. Insieme ai kazaki, agli sloveni, ai norvegesi, ai sempre tanti cechi e slovacchi e a qualche canadese ci perdiamo nelle nostre ore di libertà - una libertà decisamente meno importante - per una città tutta da scoprire, accompagnati dai suoni di un corno e un bassotuba che, dietro un angolo, a sorpresa intonano Rosamunda.
Mondiali, due passi per il centro di Riga (17.05.2023)
RSI Sport 17.05.2023, 00:55

Tutti in Riga, i Tre Fratelli (14.05.2023)
RSI Sport 14.05.2023, 19:07

Tutti in Riga, la Casa delle Teste Nere (13.05.2023)
RSI Sport 13.05.2023, 12:09





