Sarà che gli dei dell’hockey hanno voluto ricordarci che, almeno in teoria, il disco su ghiaccio è uno sport da mesi freddi, inviando su Zurigo pioggia, vento e basse temperature che non invitavano a uscire di casa. O sarà invece che ieri era l’Ascensione, e tutto era chiuso. Ma alla vigilia dei Mondiali casalinghi, attesi ormai da ben 17 anni dopo la cancellazione di quelli del 2020, l’atmosfera nella città sulle rive della Limmat era tutt’altro che calda. Da oggi però tutto è destinato (almeno si spera...) a cambiare, perché con gli ingaggi d’inizio alla Swiss Life Arena e a Friborgo prenderà il via un torneo iridato che, nonostante la poca distanza da quello olimpico, si preannuncia interessante e appassionante. Ma soprattutto perché in pista scenderà subito la Svizzera.
L’avvicinamento dei rossocrociati alla rassegna iridata, alla loro rassegna iridata, è stato un ottovolante di emozioni. Esattamente un mese fa, l’entusiasmo e il sogno di vincere finalmente la medaglia d’oro dopo le quattro sconfitte in finale tra il 2013 e il 2025 sono stati praticamente azzerati dal terremoto legato al caso Fischer. Discussioni, polemiche, innocentisti, colpevolisti. Inutile tornarci su ora, ma quel che è certo è che tutti quanti abbiamo pensato che quell’improvviso cambiamento di allenatore, pur se a subentrare era colui che era già stato designato per prendere le redini della squadra, ci condannava a rinunciare al sogno.
Invece non è così. Invece possiamo crederci ancora. Perché, nella sfortuna di doversi confrontare a un simile terremoto, la Svizzera è stata fortunata. Se il bubbone fosse scoppiato solo qualche settimana più tardi la squadra non avrebbe avuto il tempo di elaborare il repentino cambiamento di guida tecnica, mentre coach Cadieux non avrebbe avuto il tempo di preparare al meglio il torneo. L’ex tecnico del Ginevra ha invece potuto iniziare a lavorare con il gruppo fin dalla prima serie di amichevoli di preparazione in Slovacchia e ha potuto far crescere una squadra che, dopo i primi risultati preoccupanti, soprattutto nelle sue ultime uscite all’Euro Hockey Tour ha davvero convinto. Anche perché, e non è da sottovalutare, ha potuto inserire gli NHLer ben prima di quanto era accaduto in passato. E allora, come ha giustamente detto ieri capitan Josi, la strada è lunga e ricca di difficoltà, ma, aggiungiamo noi, questa squadra non è solo in grado di risvegliare una Zurigo fino a ieri un po’ sonnolenta, ma anche di farci ribollire tutti quanti di passione. E soprattutto di farci ancora sperare che il sogno diventi finalmente realtà.

EHT, il servizio su Svizzera-Cechia (La Domenica Sportiva 10.05.2026)
RSI Sport 10.05.2026, 15:41




