di Omar Gargantini
Niente Spengler dunque, il COVID-19 non fa sconti. Avremmo dovuto impararlo l'anno scorso, quando il calendario sportivo era stato letteralmente cancellato dalla prima ondata, ma evidentemente si ha la memoria corta e sull'altare del dio denaro si tenta l'impossibile pur di salvare una manifestazione. Anche, appunto, a dispetto dell'evidenza. E del buonsenso aggiungiamo, perché in un periodo in cui le raccomandazioni sono quelle di evitare contatti e a maggior ragione assembramenti, ecco che la Spengler è parsa subito un autentico azzardo e un controsenso. Spengler sì e WEF no, tra l'altro. Il fatto è che al Davos il torneo rende 7-8 milioni e a bilancio mancano già quelli del 2021, per cui ci si è inventati squadre miste e inviti last minute, salvo poi doversi arrendere perché il coronavirus ha preso possesso dello spogliatoio grigionese.
Dopo Ambri e Ginevra, anche il Davos dunque è verosimilmente sotto assedio della nuova variante Omicron e allora - pensando che anche gli altri club rischiano pur con tutta la buona volontà di fare la stessa fine - vien da chiedersi se e come si riuscirà a riprendere il campionato a inizio 2022. Una domanda che si stanno di sicuro facendo anche in Lega, con l'incognità dello stop a febbraio per le Olimpiadi a ridurre al minimo gli spazi per eventuali recuperi o slittamenti, ma anche con la legittima consapevolezza che forse varrebbe la pena fermare tutto per un po' puntando su una sorta di immunità di gregge che consenta poi di ripartire. Vista la piega degli eventi che lo si possa fare subito anche. Col pubblico sugli spalti, ahinoi, è tutto un altro discorso.
Coppa Spengler, il servizio sull'annullamento del torneo (Telegiornale 25.12.2021, 20h00)
RSI Sport 25.12.2021, 21:41
Il commento di Omar Gargantini (Rete Uno Sport 26.12.2021, 10h00)
RSI Sport 26.12.2021, 11:15
Contenuto audio




