dall'inviato Federico Fiorito
Cinque anni dall'ultimo argento, dieci da quello esaltante del 2013 che rompeva un digiuno di medaglie ai Mondiali lungo 60 anni. Nel mezzo due eliminazioni nella fase a gironi e cinque uscite nei quarti, stadio che la Svizzera raggiunge ininterrottamente dal 2017 e che è diventato il vero scoglio da superare. Ma se vogliamo affidarci ai ricorsi storici - e credere alla regola del cinque - l'appuntamento di Riga e Tampere potrebbe essere quello buono per permettere ai rossocrociati di prendersi nuove soddisfazioni.
La preparazione in crescendo e la rosa consolidata - con 16 confermati rispetto ai 25 di un anno fa - possono far ben sperare anche se l'assenza di alcuni giocatori d'Oltreoceano può destare più di una preoccupazione. In attesa di sapere cosa decideranno Fiala e i Los Angeles Kings, e aspettando l'esito della serie di New Jersey, al momento gli NHL'er sono 4 (Berni, Moser, Niederreiter e Malgin) a fronte per esempio dei 7 del 2022 e dei 6 dell'argento del 2018.
Inoltre il calendario ha offerto alla Nazionale di Fischer un avvio sulla carta semplice con l'esordio con la Slovenia (sabato alle 11h20 ora svizzera) seguito dagli impegni con Norvegia e Kazakistan. Semplice ma che nasconde delle insidie: occorrerà infatti arrivare alla sfida con la Slovacchia del 18 maggio con 8 o 9 punti in carniere, altrimenti la seconda parte del girone, che comprende anche gli incontri con Canada e Cechia prima della chiusura con i padroni di casa della Lettonia, potrebbe rivelarsi durissima. Soltanto il ghiaccio - di Riga e quello nordamericano - potrà dirci se il destino riservato alla truppa rossocrociata ripercorrerà, o meno, la regola del cinque.
EHT, il servizio su Cechia-Svizzera (Domenica Sprint 07.05.2023)
RSI Sport 07.05.2023, 20:04





