In una lunga intervista rilasciata ai nostri microfoni nel giorno dei suoi 60 anni, Chris McSorley si è espresso a 360 gradi sul suo mondo passato, presente e futuro. E se il passato significa anche e soprattutto Ginevra Servette, "dove dal nulla siamo riusciti a costruire un'incredibile e solida realtà", il presente e il futuro fanno rima con Lugano. "Non penso però che oggi sarei qui, in questa fantastica città, se prima non fossi passato da lì", ha detto il coach canadese.
Per il compleanno la Curva Nord mi ha regalato una sciarpa del Lugano, ne sono orgoglioso
Chris McSorley
Non ha rimpianti Chris McSorley, anche se la sua storia in riva al Lemano si è conclusa malamente: "Ho ancora un buon rapporto con i ragazzi e la maggior parte dei dipendenti, ma non nego che le circostanze che hanno reso così brutto il mio addio rendono questa vittoria nei pre-playoff ancora più dolce. Per me sicuramente non era una sfida come le altre, ma ora la mia testa è rivolta a questa nuova società". Una società diversa? "Sì, non c'è dubbio. A Lugano posso concentrarmi unicamente sul mio lavoro, penso a fare l'allenatore e basta, mentre a Ginevra ognuno doveva fare di tutto e un po' per sopperire ad alcune lacune organizzative".
Qui tutto è molto più strutturato
Chris McSorley
Il sogno è uno soltanto, riportare il titolo dopo diversi anni nella bacheca dei ticinesi: "La storia di questo club, fatta di tantissime vittorie, ci impone di fare del nostro meglio sempre, a maggior ragione nei playoff. Ci è richiesto e prometto che cercheremo di andare il più lontano possibile. È vero, nel recente passato tutto non è andato per il verso giusto, ma il nostro è un progetto a lungo termine: vogliamo tornare ad essere vincenti!"

NL, l'intervista a Chris McSorley (22.03.2022)
RSI Sport 22.03.2022, 23:12





