dall'inviato a Riga Federico Fiorito
È il vecchio del gruppo ma conserva lo spirito di un ragazzino. Infatti quando lo incontri, se togli i segni del tempo e qualche cicatrice sparsa qua è là sotto la barba, non ti sembra di avere a che fare con uno che è quasi tuo coetaneo. Andres Ambühl, l’uomo dei record, è ancora qui ma mantiene la voglia e la felicità del primo giorno.
Fiero di poter rispondere alla chiamata della Nazionale, di cui ha vestito la maglia – per ora – in 126 occasioni ai Mondiali, il 39enne quasi si commuove quando parla della sua Davos ed è capace di dispensare parole di grande ammirazione per i giovani che, per forza di cose, compongono una buona fetta di squadra.
I giovani di oggi hanno fiducia in loro stessi
“Trovo che siano più coraggiosi – ci spiega Büeli – Alla loro età io aspettavo prima di farmi avanti. Ponderavo bene le parole, invece loro mostrano grande sicurezza. Per questo non ho un ruolo specifico legato alla mia età qui in squadra. Però se qualcuno ha bisogno di consigli sono sempre a disposizione”.
L'argento di Stoccolma è un bel ricordo ma anche una grande delusione
Attraverso i momenti felici e le grandi delusioni di una carriera lunga oltre vent’anni e che ancora non accenna a terminare, passando per i compagni a cui si è ispirato, la chiacchierata si sposta poi sul futuro, sempre del mondo nell’hockey, ma in ruolo non ancora definito. D’altra parte c’è ancora tempo prima di togliersi la maglia per l’ultima volta. E il segreto della longevità? Due cose semplici: salute e felicità. Sì, semplici a dirsi, ma poi mica tutti ci riescono.

Mondiali, una chiacchierata con Andres Ambühl (18.05.2023)
RSI Sport 18.05.2023, 14:40




