Risveglio a Vienna anche oggi con Fabrizio Casati, il nostro uomo Eurovision. Ieri sera è andata in scena la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026: quindici Paesi sul palco della Wiener Stadthalle, tra spettacolo, polemiche e momenti surreali. A prendersi la scena sono stati soprattutto i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen con “Liekinheitin”: lui dietro una griglia di fuoco, lei con il “violino del diavolo”, in una performance teatrale che ormai li conferma tra i favoritissimi di questa edizione. Nessuna grande sorpresa nelle qualificazioni: avanti Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Israele, Croazia e Moldavia. Fuori invece San Marino. E poi il momento tutto italiano con Sal Da Vinci, già qualificato come Big 4, che ha portato “Per Sempre Sì” tra ballerini, matrimonio in scena, bandiera italiana finale e standing ovation dell’arena. Ma attorno alla musica continuano a pesare le tensioni geopolitiche: Israele passa facilmente in finale nonostante proteste e polemiche internazionali, mentre cinque Paesi hanno scelto il boicottaggio dell’edizione 2026. E nel frattempo gli austriaci hanno provato anche a rifare un numero nello stile del nostro “Made in Switzerland” dell’anno scorso… inventandosi “Austrialia”, fusione assurda tra Austria e Australia.
E poi oggi a Casa Svizzera spazio alle storie di… vite. Nel senso più letterale del termine. Perché il vino, in Ticino, non è solo un prodotto: è paesaggio, intuizione, carattere e tantissimo lavoro. Con noi Ivan Trezzini, direttore di TicinoWine, e soprattutto Feliciano Gialdi, premiato con il Premio TicinoWine alla carriera 2025. Uno di quelli che molti definiscono una locomotiva del vino ticinese. Sessant’anni vissuti praticamente ogni giorno dentro il mondo del vino, tra commercio, intuizioni e rivoluzioni silenziose. Negli anni Ottanta è stato tra i primi a credere nel Merlot bianco fermo, quando sembrava quasi una follia. Oggi invece è diventato un simbolo del territorio. Abbiamo parlato di visione, territorialità, nuove generazioni e di quel modo molto ticinese di intendere il vino: “noi non facciamo vino… vinifichiamo”. E poi anche di futuro, con Cantine Aperte che quest’anno diventa ancora più grande: quattro giorni (16-17 maggio nel Sottoceneri e 23-24 maggio nel Sopraceneri) più di 80 cantine, navette, bike tour, masterclass e perfino una giornaliera speciale FFS per girare il Ticino del vino con i mezzi pubblici.
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