Prima abbiamo fatto un salto a Vienna, per capire come ci si prepara alla prima semifinale dell’Eurovision Song Contest tra tensioni, prove e backstage blindati. Poi però pensavamo di collegarci con il Grande Nord… e invece Britta ci ha fatto una sorpresa. La nostra antenna, direttamente da Vannøya, a nord di Tromsø. Un posto dove la strada finisce davvero: traghetti, vento, montagne, balene che passano davanti alle finestre e il sole di mezzanotte che ormai non tramonta più. È lì che Britta, dopo 25 anni in Ticino, ha deciso di ricominciare da capo trasformando una vecchia casa centenaria in una guest house nel cuore della Norvegia artica. Doveva essere un collegamento… e invece a un certo punto qualcuno ha bussato alla porta di Casa Svizzera: Britta era qui, in studio. E allora abbiamo parlato di doppie vite, di renne semi addomesticate come Lille Bandit, della neve tornata in piena primavera e di quella sensazione stranissima di sentirsi a casa… in due posti completamente diversi.
E poi, nel giorno di Bio Ticino, siamo entrati nel cuore dell’agricoltura biologica ticinese. Con Valentina Acerbis abbiamo capito che momento sta vivendo oggi il settore bio: tra nuove collaborazioni, sfide economiche, consumatori sempre più attenti e una grande domanda che resta aperta — quanto siamo davvero disposti a sostenere il bio locale? È passato a trovarci anche Marco Bassi. Uno che da piccolo sognava di fare “il paesano”. Che ha lasciato altre strade per seguire la terra, passando dalle vacche alle serre, dalle mungiture all’orticoltura. Oggi dopo aver creato l’azienda agricola orticola Bassi, guida la Orticola Bassi Bio, in una storia che parla di famiglia, raccolti, cooperazione… e di occhi che brillano ancora quando si raccoglie qualcosa dalla terra. Lui che è anche direttore di Tior, il mercato di ortofrutticola del Canton Ticino.
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