Sono mesi decisivi per le officine di Bellinzona. Entro l'estate è attesa la decisione delle Ferrovie federali svizzere (FFS) sull'ubicazione del nuovo stabilimento, le cui basi sono state messe nero su bianco dalla lettera d'intenti sottoscritta da FFS, Consiglio di Stato ticinese e città di Bellinzona. Sviluppi che non hanno tuttavia permesso di dissipare le preoccupazioni su presente e futuro di chi alle Officine lavora. Le maestranze reputano infatti disattese le promesse delle ferrovie sul mantenimento dei volumi di lavoro e ora vogliono vedere contratti vincolanti.
Una preoccupazione che per il comitato “Giù le mani dalle officine” ha motivazioni concrete, ci spiega Gianni Frizzo, in prima linea nella difesa del comparto: “Delocalizzazione e trasferimento di attività o rinuncia di attività legate soprattutto alle locomotive. Si fantastica sul futuro, ma si perde di vista quello che sta succedendo”. Frizzo spiega ad esempio che la lavorazione di parte dei carri merci verrà trasferita in Germania.
L’associazione chiede quindi che il Consiglio di Stato affidi ad una commissione super partes la verifica degli accordi presi, ma spera anche di ottenere risposte concrete dalla nuova riunione della piattaforma il prossimo 30 aprile.
“Bisognerà fare in modo di trasformare le intenzioni in contratti vincolanti: esigeremo di contribuire alla loro elaborazione. Questi contratti dovranno poi essere ratificati dalle maestranze riunite in assemblea”.
CSI-AT/ludoC
La Leventina non molla
Nel frattempo, non molla la Leventina sulla nuova sede delle Officine. Nel pomeriggio si è tenuto un incontro tra il cantone e i 4 comuni interessati -su loro richiesta- per aggiornare il Governo sugli sviluppi del loro progetto che vede l'ubicazione del nuovo stabilimento sull'area dell'ex Monteforno a Giornico-Bodio.




