Il progetto idroelettrico Val d’Ambra 2 è congelato. L’Azienda elettrica ticinese (AET), che pur non ha ancora adottato alcuna decisione definitiva, vuole prendersi il tempo di rivedere il suo investimento sul territorio di Personico, in Leventina per, spiegano da Monte Carasso, motivi contingenti e per tutta una serie di difficoltà.
La realizzazione dell’ampliamento dell’impianto della Val d’Ambra, da sempre inviso agli ambientalisti, che gode comunque del sostegno del Comune di Personico e del suo Patriziato, sembra essere confrontata con il quadro energetico europeo che ha già messo in difficoltà altri progetti energetici nazionali.
Il progetto, contestato dagli ambientalisti, come riferisce la Regione, torna ciclicamente sotto i riflettori della cronaca da oltre un decennio. AET prevedeva la realizzazione di un seconda diga di circa 70 metri di altezza che creerebbe un bacino di 2,8 milioni di metri cubi. In cantiere vi era pure la costruzione di un impianto di pompaggio/turbinaggio per una potenza installata di 70 megawatt.
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